Lo yoga in dolce attesa. Uno strumento fantastico per viverla al meglio

Aggiornato il: gen 18


Lo yoga è un aiuto stupendo durante la gravidanza, uno strumento meraviglioso che consente alla mamma di rilassare la tensione fisica a livello dei muscoli e delle articolazioni ma anche di liberare le emozioni ed eliminare le inibizioni che potrebbero condizionarla durante il travaglio e il parto. Aiuta a migliorare lo stato di salute, a lenire i disturbi e a preparare la strada per un nuovo capitolo della sua vita.


Molto spesso alle gestanti viene consigliato di praticare yoga. Viene suggerito come metodo per contrastare i fastidi che spesso accompagnano la gravidanza, per imparare a bilanciare la postura che cambia con il peso della pancia, per rilasciare l’ansia, per prepararsi al parto. Capita così che molte donne si avvicinino allo yoga per la prima volta proprio durante la gravidanza, un momento straordinario in cui tutti gli strati dell’essere sono allo stesso tempo in espansione e in allerta. E grazie a questo stato incredibile può capitare di andare ben oltre gli obiettivi per i quali si è arrivati sul tappetino scoprendo, attraverso lo yoga, aspetti di sé che in condizioni diverse non sarebbero emersi.


Che cosa può fare lo yoga per le mamme in attesa


Ho praticato yoga per tutta la durata della mia gravidanza fino all’ultimo minuto nel corridoio dell’ospedale (in effetti, a ripensarci, la scena era piuttosto esilarante!) perché mi ero resa conto che attraverso lo yoga riuscivo a influire sul mio corpo e sulla mia mente in maniera positiva.

La pratica mi dava energia, mi aiutava a rilassarmi, a contrastare i dolori posturali, a calmarmi e ad entrare in contatto con il mio bambino.

Lo yoga ha proprio questa particolarità: agire su molti livelli, influenzando contemporaneamente i processi organici, mentali ed emozionali migliorando lo stato di salute e di benessere di tutta la persona.


Da dove cominciare se non si è mai praticato


Ed ecco la parte che preoccupa di più chi non ha mai praticato yoga: iniziare una disciplina nuova, spesso mostrata come acrobatico-contorsionista, in un momento già di per sé complesso! Magari hai visto foto meravigliose di donne al nono mese di gravidanza fare la verticale sulla testa o eseguire asana molto complessi ma non è questo che rende efficace la pratica dello lo yoga. Ciò che fa la differenza è la presenza, l’attenzione, la consapevolezza: cose a cui si può lavorare anche comodamente seduti!


Se si arriva sul tappetino per la prima volta durante la gravidanza un buon punto di partenza è quello di lavorare sul respiro e sul suo abbinamento al movimento. La respirazione ha il potere di armonizzare la mente, il corpo, le emozioni, lo spirito. Con l’aiuto del respiro poco alla volta potrai sciogliere le rigidità del corpo, liberare ed eliminare gli effetti della tensione e raggiungere una condizione di libertà e rilassamento.


Provare per credere!


Marjari asana: la posizione del gatto per imparare ad abbinare il respiro al movimento


La posizione del gatto è adatta anche a chi non ha mai praticato. Attraverso l’unione di movimento e respiro viene dolcemente massaggiata la colonna vertebrale donando grande sollievo alla zona lombare, una parte del corpo particolarmente sollecitata dal cambiamento del baricentro che si verifica durante gravidanza. Inoltre, aiuta ad aprire il petto e ad espandere il respiro verso l’alto. Questo contrasta il senso di compressione e il respiro corto causata dalla compressione dello spazio polmonare da parte della pancia. E’ ottima per favorire la mobilità del bacino in vista del parto e può essere utile se il bimbo, nel terzo trimestre, è ancora in posizione podalica poiché aumenta le probabilità che il piccolo decida di fare la 'capriola' che lo porterà a testa in giù.


Come fare


A quattro zampe, con le ginocchia sul tappetino e le mani poggiate a terra sotto le spalle inspira e inarca la schiena. L’addome scende verso terra, la testa sale. Apri bene il petto.





Espirando compi il movimento contrario: la testa scende verso terra e la schiena sale e si inarca verso il cielo.

Continua per qualche ciclo respiratorio.





Quando sei stanca riposa nella posizione del bambino avendo cura di divaricare bene le ginocchia per non comprimere l’addome.


Se hai dolore alle ginocchia metti un una coperta ripiegata in modo da rendere più morbido l’appoggio. Sii sempre gentile nei movimenti e non esagerare con gli sforzi. Ahimsa la non violenza, in gravidanza è ancora più importante!



Antonella Rondinone è un’insegnante di yoga certificata CSEN e Yoga Alliance specializzata in yoga per la donna, in particolare nello yoga in gravidanza e post natale presso il Centro Studi Yoga Roma sotto la guida di Barbara Woelher .




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